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Hai mai stampato un ricettario?

ricettario

Se mi seguite sapete che io ho una debolezza… No, non è esatto, io ho molte debolezze: i viaggi, il cioccolato, le serie tv, il fantasy…

Mi riferisco, in questo caso, alla collezione compulsiva di libri di cucina, meglio se molto vecchi o di paesi lontani, meglio ancora se inusuali, se poi riesco a trovare dei ricettari manoscritti la mia gioia è completa.

Avete presente qui bei ricettari pieni di foglietti volanti, appunti, sporadiche macchie d’impasto, calligrafie che cambiano col passare degli anni?

Io li adoro.

Li adoro così tanto che ho osato scattarmi un selfie (cosa rarissima da parte mia) con l’ultimo ricevuto. 🙂

selfportrait

Non sono solo un prezioso ricordo familiare, sono testimonianze di come i gusti si evolvono, di quali pietanze si mangiavano in determinati periodi storici e determinate zone geografiche.

Questi documenti sono quindi importanti sotto molteplici aspetti; senza Apicio non sapremmo quasi nulla di cucina romana, senza la raccolta dell’Artusi forse la cucina italiana oggi non sarebbe quella che conosciamo.

La chiave per tramandare al meglio questo sapere prezioso è la conservazione di questi ricettari: troppo spesso l’inchiostro sbiadisce, i fogli si perdono, intere raccolte vanno smarrite fra traslochi, passaggi di mano ed eventi ineluttabili della vita.

Come salvarli?

Stampandoli.

La stampa di un libro è semplice a dirsi, semplice anche a farsi se si sa a che porta bussare.

Io l’ho scoperto grazie alla Tecnografica Rossi di Vicenza, al top per la tipografia economica online : non proprio dietro l’angolo per me ma ormai cosa sono le distanze grazie al web?

Ti danno istruzioni precisissime su come impostare i file di stampa e le foto qualsiasi sia il formato che vuoi stampare,  ti inviano una bozza di controllo prima della stampa, ti seguono insomma passo passo.

Puoi scegliere di stampare e di tenere solo per te o per una stretta cerchia di persone le ricette che ami oppure puoi dotare il ricettario di codice ISBN ( International Standard Book Number): questo codice è un numero univoco e duraturo che identifica la tua opera, ne fa un prodotto editoriale a tutti gli effetti e ti permette di mettere il tuo libro in catalogo.

Ho potuto toccare con mano la qualità del prodotto finito, oltre alla qualità della carta e della stampa ho apprezzato molto le infinite possibilità di personalizzazione.

Un esempio?

Visto che si parla di stampare cose in origine scritte a mano perchè non scannerizzare alcune pagine originali e inserirle fra quelle in caratteri tipografici?

Per non perdere, col tempo che passa, l’unicità di quello che avete fra le mani.

ricettario

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Comments (2)

  • Alessandra 3 anni ago Reply

    Come sei bella, Claudia, in questa foto… Sembri una dama di un dipinto dell’800! :*

    La Mora Romagnola 3 anni ago Reply

    Grazie Alessandra, non mi faccio mai foto, questa volta ho osato 😀

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