Biblioteca golosa contest.

biblioteca golosa contest

 

In questi giorni di affanni e cose irrinunciabili da fare, che però vorrei rimandare, mi prendo qualche minuto per partecipare a un contest che sembra mi sia stato cucito addosso da tanto è perfetto per me ( e non escludo che la dolce Betulla, in quanto anima affine, mi abbia pensato quando ha deciso di indire questo concorso).

Si chiama Biblioteca golosa contest e ci chiede di parlare della nostra personale biblioteca culinaria: mi sento molto ferrata sull’argomento!

Visto che in diversi post vi ho parlato di questa mia passione, visto che in molti casi le ricette che propongo vengono da qualche libro in mio possesso, mi sembra giusto oggi parlarvi di quella che è una vera e propria collezione.

In alto potete vedere una panoramica generale della mia libreria: quattro scaffali contengono solo libri di cucina, un quinto è dedicato a libri d’altro genere.

Significa che leggo solo ricette? Assolutamente no, solo che i libri che leggo nei rarissimi momenti di relax, per lo più gialli, thriller e horror, sono per me oggetti e come tali si possono vendere, scambiare, regalare, a volte perdere; i libri di cucina sono invece un’ ossessione, una passione, una mania, una gioia.

biblioteca golosa contest (Se vi incuriosisce qualche libro o vorreste leggerne meglio il titolo scrivetemi via mail o sulla pagina Facebook, provvederò a sciogliere ogni dubbio!)

biblioteca golosa contest

Come dico spesso più sono strani, vecchi (o vintage che dir si voglia), di argomento specifico e inusuale più mi piacciono, anche quando per questi motivi le ricette presenti all’interno non sono così semplici da rifare.

I libri di cucina sono una testimonianza preziosa di com’era la società, di come era percepito il cibo, dei momenti di abbondanza e dei momenti di crisi.

Ogni volta che qualcuno che conosco parte per un viaggio cerco di farmi riportare almeno un libro di cucina locale, possibilmente in inglese per poter capire i contenuti; su Amazon sono la maga del ” scova l’usato”, purtroppo funziona quasi esclusivamente coi titoli in inglese ma riesco ad accaparrarmi titoli da 20 £ a 4-5 £ compresa la spedizione.

Come da regolamento devo con piacere parlarvi di un libro, un libro scelto liberamente fra le categorie: bacucco, affidabile, rubacuori, giramondo.

Ne ho scelto uno che potrebbe ricadere sia nella sezione libri bacucchi che in quella dei libri giramondo: l’ Alcatraz women’s club cook book.

Come saprete Alcatraz, famosissimo e famigerato penitenziario, era ( è) situato su un’isola nella baia di San Francisco: questa posizione isolava totalmente i carcerati, sì, ma anche i secondini e le loro famiglie che vivevano sull’isola.

alcatraz women's club cook book

Parliamo di una popolazione di poco meno di 300 persone, compresi circa 90 bambini che per andare a scuola, ogni giorno, prendevano lo stesso traghetto usato per traghettare i prigionieri, traghetto che operava circa venti corse giornaliere.

Queste persone, che si conoscevano benissimo fra loro, necessitavano di qualche svago che non richiedesse per forza lo spostarsi via mare: sull’ isola erano presenti un cinema, un bowling, una scuola di danza e altre forme di intrattenimento ma erano molto diffusi i club, intesi come ritrovi informali.

C’erano quello per gli ufficiali, quello per le ragazze, e quello delle donne che ha dato poi origine a questo piccolo libretto pieno di ricette; come vedete ogni ricetta riporta orgogliosamente il nome della signora che l’ha messa a disposizione.

Alcune preparazioni richiedono prodotti in scatola nemmeno lontanamente pensabili oggi, alcuni antipasti sono solo scatolette aperte e scodellate nel piatto ma è bello leggerne, è bello immaginarsi quelle persone, quella vita, quei ritrovi.

Le testimonianze di quelli che furono bambini all’epoca dell’attività del carcere, cresciuti sull’isola, parlano di una vita tranquilla, serena e felice anche se sicuramente un po’ particolare.

I residenti non vedevano praticamente mai i carcerati ma era tradizione che a Natale i bambini andassero in giro a cantare inni natalizi e, nelle vicinanze della parte sud ovest della prigione, ricevevano spesso urla di auguri in cambio.

Dato che non sono mai stata ad Alcatraz non avrei mai avuto la possibilità di avere questo libro se non fosse stato per la mia amica Francesca, bresciana trapiantata proprio a San Francisco, un’amicizia online ormai credo quasi decennale nata sul forum della Lush, la nota marca di saponi e cosmesi.

Approfitto del post per ringraziarla con affetti! <3

 

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